Mai dar nulla per scontato
Ogni giorno ci si interroga se quel gusto sia abbastanza calibrato, se quel bilanciamento di agro e dolce possa incontrare il parere farvorevole di chi lo assaggerà, se non sia il caso di cuocere due o tre gradi brix in meno perchè così fermenta meglio, se il livello di acidità è sufficiente o se quell’uva particolare è meglio di un’altra.
Inoltre si litiga con i grafici perchè vogliamo scrivere tutto lo scibile umano nelle etichette, e scrivere (a costo di essere poco “graficamente-appetibili”) i consigli di utilizzo, chennesò, alcuni cenni storici che ne supportano l’esistenza.
Capita a volte di investire giorni, mesi, anni, cercando di spiegare differenze tra un prodotto e un altro.
Capita poi di ricevere la mail di un caro amico che è anche tuo cliente, uno dei più bravi bottegai d’Italia, che si sfoga un po’, riferito ad un suo gentile avventore:
Entra e mi chiede: “un aceto balsamico al limone”
Mah, forse se lo ha già comprato qui “era un vin cotto al limone?” (risponde il bottegaio)
“no, è questo!” dice prendendo dallo scaffale il tuo BalsaMela con grande sicumera.
“…alla mela…” preciso io.
“ è uguale” chiude lui.
Semplicemente illuminante

20. mag, 2010 












A volte la superficialità della gente fa ribrezzo. Guardando trasmissioni come Hell’s Kitchen o i viaggi di Jamie Oliver su Cielo, mi rendo conto che è la passione la migliore qualità in cucina.